Leggende dalla Cripta di Cthulhu
Racconti di Simone Ceccano e Luca Nisi liberamente ispirati all'universo del maestro H.P.LOVECRAFT
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Questo blog non è una testata giornalistica e non ha alcun fine di lucro. Tutti i racconti qui pubblicati sono copyright dei rispettivi autori. Tutte le immagini qui pubblicate sono anch'esse copyright dei rispettivi autori e sono incluse al solo scopo di pubblicizzare e diffondere l'arte di chi ha contribuito a dare forma all'universo fantastico immaginato da HPL.
Chiunque voglia contattare i Custodi della Cripta di Chtulhu può scrivere a PICKETTBLOG@YAHOO.IT

La porta dell'Inferno è stata varcata *loading* volte...


Cthulhu Fthagn! Immortali lettori
Siamo frutto dell’immaginazione di qualche mostro. [Luca Nisi]
Questo mese un racconto di Simone sarà ospitato nella rivista SHORT STORIES a cura di Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri. Per l'estate vedrà finalmente la luce l'antologia che racchiude i primi quattro anni di vita di questo blog. Chiunque ne voglia sapere un pò di più può rivolgersi a questo link.
CONFUSIONE
Una poesia di Simone Ceccano
Un disco rotto che salta,
Del tabacco seminato per la stanza.
Traccio sentieri di fumo
E la mente vola via dalle narici,
Fino a stelle distanti anni luce
Che i miei occhi non vedranno mai.
Volti, facce nuove ed estranee.
Rubo baci a sconosciute
Di cui la notte non serberà il ricordo,
Provo a uccidere antichi rancori
Ma l’odio lascia il posto alla malinconia.
Ricordare fa male.
Il dolore è un sottile piacere
A cui un uomo come me,
Non può rinunciare.
Caos in un posacenere,
Uno stereo che nessuno ascolta.
Eccomi qua.
Dove regna la confusione.
***
L’AMORE CHE DIVORA
Un racconto di Luca Nisi

8.
La notte prima di raggiungere l’isola, dove
***
ARDORE
Una poesia di Luca Nisi

Ogni tanto mi chiedo cosa sto aspettando,
possiedo le chiavi dell'ignoto,
la serratura è tenebra come i tuoi occhi.
Sogno l'ardore di secondi infedeli,
sogno baci che dissetano la mia bocca,
sogno un pizzico di magia per unirci.
Dietro le ragnatele ci sono sempre passaggi segreti,
ed io, ora che respiro sui tuoi capelli,
so che non serve la soglia del paradiso
per osservare un angelo.
***
IL DIARIO DI LUDWIG HEIMANN
Un racconto di Simone Ceccano

[File VII – 0 – γ : CONCLUSIONI.]
Heimann aprì il portasigarette d’argento e se ne accese una contando le boccate di fumo che lo separavano dal ritorno del suo giovane attendente. Il tempo di chiudere le poche cose che non erano state portate via in un’anonima valigetta di pelle sintetica e il vecchio ufficiale udì di nuovo il rumore dell’ascensore automatico. Spense con calma la sigaretta, si infilò il cappotto e il berretto da colonnello e iniziò ad infilare i proiettili nella pistola d’ordinanza che aveva tenuto nel cassetto. Solo un cattivo ufficiale se ne sarebbe andato così, senza la sua arma, e Ludwig Heimann sarebbe rimasto fino alla fine un ufficiale impeccabile, nonostante i suoi intendimenti, nonostante fosse determinato a tradire tutta la sua vita precedente in nome di un’astratta verità. Era arrivato appena al primo proiettile quando sobbalzò tanto da far cadere tutti i restanti sul pavimento. Il sensore sonoro lo aveva bruscamente avvertito che la persona appena uscita dall’ascensore era ora entrata nello studio. Il tenente Graf era sulla soglia, ansimante. L’uniforme era lacera e coperta di sangue, la parte destra del viso irriconoscibile, come se gli fosse stata strappata da unghie mosse da una forza diabolica e insana. “Tenente… Franz. Cosa è successo? Mi dica qualcosa…” Il tenente non rispose. Franz Graf, 24 anni, non avrebbe più risposto a nessuna domanda. Mai più. Gli ultimi suoni che aveva emesso in questo mondo erano state delle grida laceranti sette piani più in basso, qualche minuto prima. L’infezione, come Heimann aveva chiamato in ultimo il mostro che lui stesso aveva creato, era arrivata dunque anche ai piani alti, nell’ultimo palazzo di Berlino. Gli venne naturale tornare ancora una volta con la mente a Dachau e ai suoi orrori, anche se questa volta l’amarezza fu accompagnata da una punta di involontario sarcasmo. “Andatura dinoccolata, quasi scimmiesca… Tutte le funzioni vitali, compreso il respiro, sono perfettamente simulate da residui impulsi nervosi, ma il soggetto, nonostante si muova e sia guidato da un illogico ed insaziabile istinto di cannibalismo, non è tecnicamente da considerarsi vivo. Esperimento riuscito.” Sbuffò. “Mi ha sentito? Esperimento riuscito tenente Graf.” Il braccio lungo e magro del vecchio colonnello delle SS si protese in avanti verso quello che restava del suo pupillo, con
Dieci minuti dopo uno sparo solitario proveniente dagli uffici dell’ultimo piano, e dopo aver visto il tetto del grattacielo di Tiertgartenstrasse brulicare di una moltitudine di cadaveri rianimati, gli uomini della Lancia inviata dalla Caligola comunicarono agli ufficiali della nave che non c’era nessun superstite da portare a bordo e rientrarono. Due settimane più tardi, l’Alto Commissario del Reich dalla colonia in orbita attorno al satellite Europa di Giove comunicava agli alleati delle Forze Unite dell’Asse la decisione dolorosa di bombardare a tappeto Berlino con testate nucleari e cancellarla dalla carta geografica. Ancora nel 2189 nessun essere umano delle 47 colonie del Reich aveva rimesso piede sul suolo terrestre.
***