Leggende dalla Cripta di Cthulhu
Racconti di Simone Ceccano e Luca Nisi liberamente ispirati all'universo del maestro H.P.LOVECRAFT
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Chiunque voglia contattare i Custodi della Cripta di Chtulhu può scrivere a PICKETTBLOG@YAHOO.IT

La porta dell'Inferno è stata varcata *loading* volte...


Solamente la lettera “U” accomuna la parola umiltà al termine umanità. Il pantheon degli dei alieni creato da Lovecraft o le entità immaginate dai curatori di questo blog sono davvero più inquietanti degli uomini che tanto le temono? Non siete disgustati di appartenere alla specie che da sola si è autoproclamata discendente da una scimmia? Siamo noi i mostri peggiori che la mente di un alieno possa creare. Nel nostro pianeta, il vicino di casa ti stermina la famiglia perché non sopporta il pianto di un nostro piccolo. Neanche la pena di morte per i colpevoli potrebbe rendere giustizia alle vittime. Intanto una parte del parlamento urla e festeggia, neanche fossero degli ultras, perché non c’è la maggioranza. La destra di oggi dovrebbe cercare di guardare quale pessima copia sbiadita sia diventata, dinanzi alla destra italiana del primo novecento. La fotocopia mercenaria di adesso si è venduta troppo facilmente al primo venuto. Non parliamo della sinistra. Non sarai mai democratica se continua a sventolare i vessilli del comunismo. Il comunismo non c’è più. È morta anche l’idea. Eppure in Italia sembra che il 1989 non ci sia mai stato. Tornano le Brigate Rosse e governanti di sinistra che sanno mentire e comportarsi tali e quali ad un vecchio democristiano. Sbaglio o Andreotti è ancora lì ad essere determinante? Il problema è che in Italia non esiste una nuova generazione di politici, capaci sostituire la peggiore classe politica che l’Italia, nella sua se pur breve storia, abbia mai avuto. Mi piace ricordare che siamo una nazione solo dal 1861. Dovrei ammettere che ha ragione Fidel Castro. L’anziano dittatore dice che vuole lasciare Cuba ad una classe dirigenziale di quarantenni. Ma in questa affermazione non ci sento “aria di rivoluzione”, e questo non mi stupisce più di tanto. Scusate lo sfogo attenti lettori. Al contrario del resto del mondo
Buona lettura.
LN
“Commettiamo alle nuove generazioni che sorgono la fiamma di questa passione: fare dell’Italia una delle nazioni senza le quali è impossibile concepire la storia futura dell’Umanità.” Benito Mussolini – 6 febbraio 1921
Un racconto di Luca Nisi “Essere dalla pelle rosa sei giunto. Sei pronto ad apprendere quella che voi senza paura definite conoscenza?” L’uomo annuì estasiato. “Avvicinati ai potentissimi vetri della piana di Leng e osserva attentamente, essere dalla pelle rosa.” L’uomo fece qualche passo in avanti avvicinandosi a quelli che noi umani chiameremmo specchi. Una lastra dalla grandezza di un uomo rimaneva misteriosamente immobile e perpendicolare di fronte a lui, senza avere nessun tipo di appoggio. Questi vetri erano di un colore molto scuro, come l’oceano di notte. L’immagine dell’uomo non si rifletté nell’istante in cui si pose dinanzi allo specchio. Neanche direzionando il fascio di luce della torcia fu riflessa nessuna luce. Poi in un attimo la superficie dello specchio cominciò a mutare, l’uomo commentò ad alta voce: “Come un sasso gettato nel lago…” Le prime immagini furono milioni di gradini, poi finalmente un’immensa struttura, come un tempio. Poi nella sua testa echeggiò la voce stridula di quegli strani esseri. “Essere dalla pelle rosa, osserva il ciclopico Tempio del Crepuscolo, incantevole dimora di Kroznar.” L’uomo rimaneva estasiato dalle splendide immagini, rapito dalle visioni, apprendeva cose meravigliose ed inaccessibili a qualsiasi altro essere dalla pelle rosa. Più osservava quegli squarci di realtà parallele e più si formava sul suo viso un sorriso compiaciuto fatto di denti bianchi e perfetti. Intanto un campanello suonava a vuoto, in un appartamento al quarto piano nella cittadina vicina al porto. Il portiere cominciò ad innervosirsi e intimò al vecchio di allontanarsi dalla porta. Il vecchio esplose di rabbia ed estrasse la pistola, puntandola in faccia al giovane. Il ragazzo in preda al panico rimase immobile, il vecchio gli ordinò di aprire la porta. Non scherzava il militare, era stanco di tutta questa storia, era dal giorno delle nozze della figlia che cercava una risposta. Il suo cervello rapito si era concentrato su quella abitazione, finché non avrebbe avuto una spiegazione non se ne sarebbe mai andato. Il ragazzo impaurito impiegò diversi interminabili istanti ad estrarre le chiavi per aprire l’appartamento, l’uomo continuava a sollecitarlo, finché non trovò quelle giuste. La chiave s’infilò velocemente nella serratura, che non era chiusa con nessuna mandata. La porta si aprì facilmente ed il vecchio spostò con una mano il ragazzo ed irruppe nell’abitazione. I vetri di Leng mostravano realtà incomprensibili ad occhio umano, eppure l’uomo era talmente affascinato che sembrava quasi volere entrare dentro quelle sconfinate conoscenze. Ancora una volta, la stridula voce degli esseri fluttuanti inondò la sua mente. “Essere dalla pelle rosa, sei capace di odiare la paura e non avere pietà verso i tuoi stessi simili?” L’uomo annuì ancora una volta. In quell’istante i vetri di Leng cambiarono scenario. L’uomo lo riconobbe subito, gli si mostrava casa sua. Una donna giaceva per metà sul suo letto. Un mare di sangue era sparso nella sua camera. Poi si sentì morire quando riconobbe il volto senza vita della sua ragazza. L’uomo trasalì, impallidendo, perse ogni tipo di ragione, ancora una volta estrasse il machete puntandolo minacciosamente verso gli esseri fluttuanti. In un istante una luce accecante lo avvolse e dopo pochi attimi si ritrovò nella sua abitazione, nella stanza da letto; gettò l’arma nel mare di sangue e si inginocchiò sul corpo della sua amata. Destino beffardo, quello della coppia. Appena si inchinò su di lei per abbracciarla nella stanza irruppe l’anziano padre che quando vide il machete insanguinato e la sua unica figlia immersa nel suo stesso sangue, scaricò tutto il caricatore sull’uomo, massacrandolo. E così, dove neanche Dio era riuscito, ci pensò la morte ad unire per l’eternità i due giovani sposi. Il cerchio si era chiuso definitivamente, la pergamena che aveva dato inizio a questa storia non fu mai ritrovata. Era andata persa in quegli strani orizzonti che
***
UNA MARIONETTA STORPIA
Una poesia di Simone Ceccano

Adoro baciarti immobile e languida mentre sei morta,
E le tue guance sono fresche come tu non lo fosti mai,
E la tua bocca prima oscena riposa ora educata e silente,
Contratta nel pudico sorriso di chi non si alzerà più per l’eternità.
E le mie mani continuano a stringersi amorevoli al tuo collo,
Amore mio, perdonami di averti fatto vivere così a lungo,
Perdona la follia, la noncuranza di chi non ha compreso l’orrore
Di una vita come la tua, inutile danza di una marionetta storpia.
***
IL DIARIO DI LUDWIG HEIMANN Un racconto di Simone Ceccano [ File VII – 0 – α : MEMORIE DI GUERRA ] “Computer, aprire nuova registrazione. File VII – 0 – α : MEMORIE DI GUERRA.” Ludwig Heimann, colonnello delle SS, era dritto in piedi di fronte all’enorme schermo blu del computer nel suo studio al dodicesimo piano del grattacielo in Tiergartenstrasse, di fronte alla vecchia ambasciata italiana che risaliva agli anni ’30 del secolo scorso. Nonostante la stridente modernità del palazzo rispetto agli edifici intorno ad esso l’ufficio del Comandante Heimann era arredato nel modo più tradizionale possibile per un tedesco, se si eccettuano i necessari sacrifici alla tecnologia che un uomo del suo rango doveva sopportare. L’ufficio di Heimann era illuminato da un’ampia finestra che avrebbe guardato il sole se non fosse stato coperto dalle nubi e dalla miseria in cui era caduta quella che formalmente era ancora la capitale di un Impero che raggiungeva i confini del Sistema Solare. Il vecchio colonnello si avvicinò alla finestra e guardò oltre il cielo plumbeo, oltre i palazzi sottostanti che l’edificio in cui si trovava dominava come un gigante solitario. Guardò verso il muro, il maledetto Muro di Berlino che aveva tenuto prigioniera la città per tanto tempo, e che la cingeva circolarmente per isolarla dalla follia distruttiva che imperava all’esterno, follia di cui Ludwig Heimann era stato uno dei principali artefici, durante i suoi quasi ottant’anni di vita. “Computer, inizieremo con un rapido resoconto dei presupposti che hanno portato alla situazione odierna, il cui stato è oltraggioso definire incontrollabile. Il morbo che ha infestato oramai ogni parte del globo e contro il quale questa città è ancora per poco uno degli ultimi baluardi ha origini lontane, quasi sessantanni fa. Tutto ha inizio con lo scellerato attacco italiano alla Grecia, in piena Seconda Guerra Mondiale, novembre del 1940. Dico scellerato per due motivi. Scellerato per i contingenti esiti bellici e scellerato per le orrende conseguenze a lunga scadenza che ci hanno portato in questo futuro da incubo. Com’è noto, i primi di aprile del ‘41 ***
LAS MENINAS
Un quadro consigliato da Luca Nisi

Inauguriamo in questo nuovo aggiornamento una nuova rubrica: Cthulhu consiglia un quadro. La prima opera (olio su tela) che vi voglio consigliare è Las Meninas di Pablo Picasso. Las Meninas è il titolo di un ciclo dipinti e studi realizzati nel 1957. Negli ultimi anni di attività, Picasso si dedicò all’interpretazione dei grandi della pittura: in questo caso l’esempio è Las Meninas di Diego Velázquez. Picasso dipinge tra il 17 agosto e il 20 dicembre 1957, all'età di 75 anni, ben 58 variazioni sul tema di Velázquez. Cambiò completamente la penombra di Velázquez in una raggiante luminosità mediterranea e continuò a mutar posto alle figure, benché per lo più centrasse la propria attenzione su quelle dello stesso Velázquez e dell’Infanta Margarita. Personalmente ho avuto la fortuna di vedere entrambi i quadri. Quello di Velázquez a Madrid al Prado, mentre la tela di Picasso è esposto al museo Picasso di Barcellona. Notevole il genio nell’opera di Picasso che lascia intatta la stessa interpretazione visiva che si percepisce nell’opera originale. Affascinante ed inquietante al tempo stesso la figura del cane “appiattito” in basso sulla destra. Buona visione.
***