Leggende dalla Cripta di Cthulhu
Racconti di Simone Ceccano e Luca Nisi liberamente ispirati all'universo del maestro H.P.LOVECRAFT
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La porta dell'Inferno è stata varcata *loading* volte...

UNA NOTTE CON CTHULHU
Un racconto di Luca Nisi

Francesco si stiracchiò sul divano lasciando che tutto il suo corpo si uniformasse con i cuscini in unico grande abbraccio, nonostante il suo piccolo Mauro stava guardando un documentario proprio nel televisore davanti a lui, si addormentò facilmente. Fuori l’abitazione nevicava appena e il bianco Natale era quasi alle porte, di tanto si sentiva qualche canto e risate di bambini che giocavano a costruire pupazzi di neve. Mauro ha otto anni ed è un bambino taciturno, non ama la compagnia dei suoi coetanei, preferisce stare a casa a vedere la televisione, soprattutto documentari e film dell’orrore. Oggi vigilia di natale il canale dei documentari propone un suggestivo programma: “Una Notte con Cthulhu.” Il piccolo Mauro era pronto, seduto ai piedi del divano, un bel bicchiere di Coca Cola ed un foglio ed una penna in caso di necessità, tutto pronto nonostante il suo papà aveva cominciato a russare un pochino. Mauro non si scoraggiò alzò leggermente il volume della TV e lasciò che la voce impostata del commentatore lo introducesse nel magico mondo creato dal famoso scrittore americano Howard P. Lovecraft.
Immaginate una bellissima spiaggia di sabbia bianca. Una splendida giornata di sole senza nuvole nel cielo, guardate verso il mare e immedesimatevi come foste voi la telecamera. La spiaggia è deserta e voi vi tuffate nell’acqua salata. Il mare è azzurro e trasparente, la temperatura è gradevole, intorno a voi solo madre natura, ora lasciate la sabbia e cominciate ad avventurarvi verso il mare aperto. Solcate le onde e infrangetevi tra gli spruzzi dell’oceano, cavalcate le scie lasciate dalle navi, ascoltate i canti delle balene lontane, nuotate, nuotate tanto, fino a notte fonda. Una volta in mare aperto quando il cielo si scurisce e la temperatura del mare è ghiacciata e dove nel cielo non vola neanche un uccello da diverse ore, allora è li che dovete fermarvi. Immobili nel mare ghiacciato assaporate il silenzio, ascoltate l’oceano respirare, dove nessun altro suono è udibile proprio lì con atavica attenzione riuscirete a sentire un leggerissimo gorgoglio……In realtà questo non è il richiamo Cthulhu è solo il respiro del grande Dio dormiente. Immaginate di poter affondare la telecamera, d’inabissarvi nelle oscure profondità di raggiungere quote dove qualsiasi essere umano non potrebbe arrivare. Lasciate che l’occhio senza emozioni scovi nelle tenebre marine l’enorme massa molliccia del grande Cthulhu. Lo vedreste imprigionato nelle grande città di R’lyeh, guardandolo notereste che è grande come una montagna e la testa è ricoperta di tentacoli, che la sua bocca è gigantesca e che tra i tentacoli si spalancano occhi sbarrati che sembrano fissare qualcosa o qualcuno. L’occhio digitale noterebbe che il Grande Cthulhu sta dormendo, ed è questo il suo richiamo. Il Grande Antico dorme e sogna e quando sogna influenza le menti umane. Potente è micidiale il suo pensiero, talmente forte che trafigge le menti umane anche a migliaia di chilometri di distanza. Attenzione, sta muovendo uno dei tantissimi tentacoli, cercate di sfuggirgli o vi inghiottirà, il Grande Cthulhu ama nutrirsi di umani, ma voi per fortuna siete soltanto un’immaginaria telecamera in fondo al mare…
Giorgio Amari, trentaquattro anni, dorme nel suo piccolo appartamento al quinto piano nella periferia di Milano. Un lavoro come assistente sociale nel carcere milanese di San Vittore, una vita tranquilla, single da qualche mese, ama il bricolage e passare il tempo a fissare i tramonti. Il Grande Cthulhu sogna, il suo pensiero corre veloce da un oceano all’altro, sfiora i continenti e penetra nelle città. Dall’Arabia all’Europa da Il Cairo a Milano in un soffio di vento. Cthulhu ordina. Giorgio si alza in piena notte, non si infila neanche le ciabatte si dirige diretto verso la finestra, la apre, non si accorge nemmeno della brezza gelida della notte e si getta di sotto. Cthulhu ordina, Giorgio esegue. Per sua fortuna un albero e un vecchia alfetta nera gli salvano la vita, un braccio rotto è il suo tributo a Cthulhu.
Tiziana Pensiero, ventotto anni, sposata da quattro e madre di una bambina di due mesi. Dorme la sua piccola nella culla. Tiziana invece è ancora in piedi nonostante sia già notte inoltrata. Una Winston Blu accesa gli pende dalle labbra, il fumo si spande per tutto il salone e si confonde con le parole digitate sul suo portatile. Suo marito è scappato via. Non c’è più. Allora il Grande Cthulhu ordina. Tiziana posa la sigaretta nel portacenere a forma di noce di cocco va in cucina e apre il gas, lasciando che il metano si infili in tutta la casa, passano i minuti e Tiziana è già svenuta il suo tributo è pronto, come l’offerta a metà dalla messa. Peccato che un vicino curioso abbia sfondato la porta del suo appartamento ed abbia tratto in salvo lei e la sua bambina. Cthulhu ama i sacrifici di infanti o di donne pregne ma per questa volta la sua fame di sangue non sarà saziata.
Il piccolo Mauro si era nascosto dietro un cuscino, mentre osservava il documentario. In fondo, anche se un po’ solitario, Mauro era solo un bambino e quando dalla cucina sentì il suono della voce della mamma Martina, scappò dal salone, fuggì via dal richiamo di Cthulhu per raggiungere il seno materno ed una fetta di pandoro. Intanto il documentario andava avanti e Cthulhu continuava a sognare voglioso di nuovi sacrifici di carne per le sue fauci millenarie. Proprio in quell’istante Francesco si destò. Martina era in cucina con il seno ingrossato e la pancia ormai al settimo mese, Mauro mangiava la sua fetta di dolce natalizio. Francesco si alzò di scatto, buttò un occhiata verso il televisore e senza proferire parola si allontanò dal salone verso la cucina. Attraversò il corridoio con il passo silenzioso, come quello del miglior assassino, arrivò in cucina e si procurò un lungo coltello e si avvicinò lentamente verso moglie e figli. Erano di spalle quando lo sentirono arrivare e non fecero in tempo a dire nulla che Francesco aveva tagliato una grande fetta di pandoro e cominciò a divorarla.
Cthulhu. Recitava ancora una volta la voce nel televisore. Cthulhu ordina e l’uomo dalla mente debole viene influenzato senza via di scampo. Cthulhu ama divorare l’umanità, il suo culto è famigerato per l’uso di orrendi ritornelli dai vocaboli insensati. Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn……Martina infastidita dalla voce lontana, sferrò il suo solito sguardo crucciato e inviò Francesco in salone a spegnere il televisore, l’uomo ancora con la bocca sporca di zucchero a velo si diresse verso la sala. Il televisore era lì ancora sintonizzato sul documentario. Cthulhu dimora nelle grande profondità marine. Francesco sorrise ascoltando le parole del documentario, poi afferrò il telecomando e spense il televisore. Lo gettò sul divano fece per muoversi quando d’un tratto il plasma riprese vita e di nuovo sullo schermo apparve il verde mare che custodisce da eoni terribili segreti. Francesco fece un passo verso di esso quando dallo schermo sbucò in salone un tentacolo gigante che lo afferrò trascinandolo dentro
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IL CANTO DEL LEVIATANO
Un racconto di Simone Ceccano

“Il racconto perduto di Sindbad”
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